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IL RAGGIO VERDE

DI ROBERTO CORCHIA

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Tag: vanini


“Perduto è tutto il tempo che in amar non si spende”, secondo Vanini. Giulio Cesare Vanini, viaggiatore d’Europa. L’Europa della parola. Tra Sud e Nord: Italia, Germania, Inghilterra, Francia. Tra Est e Ovest: Lecce, Napoli, Padova, Parigi, Londra, Genova, Lione, Tolosa. Questo l’itinerario dell’uomo. Nella traccia aperta da Bruno. Con l’audacia dei pensatori delle terre mediterranee che irrompono con nuove teorie. Più leggere. Adatte a una vita e ad una scienza future. Più felici. “Empio osarono dirti?”, scrive Hölderlin, “Con anatemi oppressero il tuo cuore e ti legarono e ti dettero alle fiamme, o sacro uomo!”. Heiliger Mann, Vanini; per il poeta svevo due secoli dopo. Ma la morte è stata giudicata più utile che la vita, secondo quel che annunciava Ermete ad Asclepio. La morte è giudicata più utile che la vita. Da ogni religione della morte. Da ogni ideologia. Da ogni morale. Da ogni discorso sociale, discorso del consenso. Da ogni normalizzazione, strisciante o evidente. Dal gruppo dei rinoceronti. Quelli che barriscono piuttosto che parlare, che provare a dire. Perché il rischio sia espunto. Insieme all’aria. La follia pure, con l’arte.

da Giordano Bruno e il nuovo mondo
Riferimenti: Approfondisci


Giulio Cesare Vanini, filosofo nato a Taurisano (Lecce) nel 1585, sognava una libera ricerca, non ostacolata da ideologie e timori, piuttosto animata da un fuoco interiore, da un entusiasmo per le cose.
Cercare è accettare il desiderio infinito che ci abita, è “formar altre nature, altri corsi, altri ordini con l’ingegno” (Bruno).
Il filosofo salentino fu giustiziato nel 1619 a Tolosa, per il reato di empietà.
Egli aveva affermato: “perduto è tutto il tempo che in amar non si spende”.