Essendo da sempre un rigoroso antifascista a 24 carati, Gianfranco Fini è comprensibilmente ignaro della categoria filosofica dello "Stato etico" che caratterizzò specialmente il regime fascista. Si spiega dunque perché abbia usato così a sproposito, al congresso del PdL, quell’espressione. Parlando infatti della legge sul testamento biologico ha affermato: «Una legge che impone un precetto è più da Stato etico che da Stato laico».

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