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IL RAGGIO VERDE

DI ROBERTO CORCHIA

Archivio

Tag: ottobre

Passano navi al largo questa sera, mentre avvio la lettura di Lévinas nella Biblioteca sul mare. La discussione si snoda sulle fondamentali tesi dell’autore che concepisce la riflessione filosofica soltanto attraverso l’etica, l’apertura all’altro. Tento di mettere in rilievo l’assoluta novità di un pensiero che lega la possibilità di conoscenza reale alla capacità di non imporre le proprie categorie al mistero dell’altra persona.

Mentre la prima sera del ponte festivo di Ognissanti si consuma per tante persone in una passeggiata lungo il bastione sul mare, ancora leggo Blanchot agli amici nella Biblioteca di fronte al porto. C’è un’aria strana nella sala antica nei giorni festivi, quando spensieratezza e panini si gustano pochi metri più giù. Sarà forse perché la filosofia entra in rapporto con la vita degli uomini per contiguità. Sarà perché è toccante trattare qui e ora l’autore che si confronta con la morte e ci dice che ogni lettura è resurrezione.

L’autunno avanza, ma l’aria è tiepida. Sembra un’estate tardiva, qui nel Salento. La solitudine è grande mentre mi appresto a leggere a coloro che interverranno in Biblioteca ancora qualche pagina di Blanchot. Chi vorrà ascoltare? Chi si farà mettere in questione da queste righe sulla vita, sull’amore? Tutti così impegnati nel sapere già cosa fare… Tutti presi nel non dare retta a Blanchot…

Anche questa sera ho letto delle pagine d’autore a chi è venuto a trovarmi. Ora è notte, si fanno avanti alcuni pensieri. Stamattina sono stato in una casa di riposo a trovare delle persone, lì sembra che il tempo sia diverso rispetto a quello vissuto dai più (ma saranno davvero i più?). Lì succede anche a volte di parlarsi! E la vita mostra pochi orpelli…

Questa sera nella Biblioteca “A.Corchia” leggerò ancora, per me e gli altri che vorranno, quel che Blanchot ha scritto ne La Comunità Inconfessabile (seconda parte: La comunità degli amanti). Ci sarà silenzio per le strade della mia città e in biblioteca si sentirà solo il rumore del mare. Qualcuno forse passerà per il bastione sottostante alla sala, ascoltando la musica che viene dall’interno. La riflessione verterà su quell’alterità ineliminabile che abita ogni nostra parola vera, ogni vera esperienza d’amore, e che impedisce che le cose si comprendano per riconduzione all’identico.