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IL RAGGIO VERDE

DI ROBERTO CORCHIA

Archivio

Tag: lettera

Nessun superuomo nel Sigfrido di Wagner, che non sia in senso estetico e dunque del sogno. Così gli accordi si susseguono, e i temi; aprendo la strada al tornare dei motivi. Sono le vicende dell’uomo, gli affetti irrisolti, i contrasti, le forze. E noi ci troviamo a vagare in noi stessi… E’ gloria del corpo che vive, e non lo sa. Né può saperlo. Abitare può farsi, quel corpo, da innumerevoli lettere, e abitarle a sua volta. Essendoci nell’unico modo possibile, un modo distante dall’essere se stesso – tanto vagheggiato. Nessuna coincidenza tra l’essere e sé, infatti. Il sogno lo dice, e non resta che quello… Soltanto sognarci sognati da queste parole (in cui incorriamo involontariamente) che ci sono già e aspettano noi per … sognarsi esse stesse vive.

(by r.c.)

Aprire nuove pagine, provare a scrivere … qualcosa verrà. Dove andiamo, quale destino? Cosa saremo, questa volta? Più vicina la lettera, a ciò che ci importa, che il nostro pensare. Più vicine queste vane parole, questi balbettii… Cosa ne sappiamo noi di ciò che ci importa? Sappiamo forse appena quel che ci dà noia. Null’altro. Eppure si incide, ciò che ci riguarda; tra tante difficoltà… Se ci fosse un po’ di ascolto, se non fossero tutti così presi in quella presa … potremmo svistare, e qualcosa ci sarebbe restituito. Ma intanto bisogna che lavoriamo con questi segni, con lealtà dobbiamo gettarci in queste righe – e con fiducia. Non c’è altro modo.