Il forte intervento dell’Assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno nei riguardi del Ministro per l’Agricoltura, relativamente alla questione dei Piani per lo Sviluppo Rurale, porta a riflettere. Le solite lamentele contro i mancati impieghi delle risorse comunitarie da parte del Sud sono ora fatte proprie dal ministro Galan, al fine di gestire impropriamente i fondi (solo quelli del Mezzogiorno) in sede centrale, in contrasto con la normativa comunitaria.
In periodo di crisi ritorna il vecchio vizietto, sempre denunciato dal meridionalismo storico, di attribuire colpe al Sud, per giustificare in un modo o nell’altro il tentativo di depauperarlo. I gruppi di interesse che intendono mettere in atto tale manovra saranno ancora quelli definiti nella formula del blocco storico?
Per Vittore Fiore, il blocco contro lo sviluppo del Sud era vasto e variegato, e non spiegabile in termini semplicemente classisti; visto che ad esso aderivano, ad esempio, oltre ai politici e ai grossi industriali settentrionali, ai latifondisti meridionali, ecc., anche i sindacati operai del Nord (l’aristocrazia operaia di Salvemini). Mutatis mutandis, il quadro sembra lo stesso!