Vai ai contenuti

IL RAGGIO VERDE

DI ROBERTO CORCHIA

Archivio

Categoria: Argomenti vari


… L’oscurità è mite e la notte incomincia. Memoria. Delo fiorita d’Apollo. Memoria che non è ritorno al passato, ma impressione che mena ad un sogno che ci sogna già. Che si sta facendo nonostante noi. Che ci richiama al progetto. La nostra cifra. Le opere che saremo ci invitano, annunciandosi in quelle impressioni. Nelle fate e i cavalieri di ieri, nel disagio, e altrove. Bagliori, indici per una strada. Da fare.
Da Racconti dalla Terra d’Otranto


“Tutti gli uomini vogliono lasciare una traccia che rimanga. Ma che cosa rimane? Il denaro no. Anche gli edifici non rimangono; i libri nemmeno. Dopo un certo tempo, più o meno lungo, tutte queste cose scompaiono. L’unica cosa, che rimane in eterno, è l’anima umana, l’uomo creato da Dio per l’eternità.
Il frutto che rimane è perciò quanto abbiamo seminato nelle anime umane – l’amore, la conoscenza; il gesto capace di toccare il cuore; la parola che apre l’anima alla gioia del Signore. Allora andiamo e preghiamo il Signore, perché ci aiuti a portare frutto, un frutto che rimane. Solo così la terra viene cambiata da valle di lacrime in giardino di Dio”.

Dall’omelia del cardinale Joseph Ratzinger per la Messa di apertura del Conclave


“Stando sulla soglia del terzo millennio «in medio Ecclesiae», desidero ancora una volta esprimere gratitudine allo Spirito Santo per il grande dono del Concilio Vaticano II, al quale insieme con l’intera Chiesa – e soprattutto con l’intero episcopato – mi sento debitore. Sono convinto che ancora a lungo sarà dato alle nuove generazioni di attingere alle ricchezze che questo Concilio del XX secolo ci ha elargito. Come vescovo che ha partecipato all’evento conciliare dal primo all’ultimo giorno, desidero affidare questo grande patrimonio a tutti coloro che sono e saranno in futuro chiamati a realizzarlo. Per parte mia ringrazio l’eterno Pastore che mi ha permesso di servire questa grandissima causa nel corso di tutti gli anni del mio pontificato”.
Dal Testamento di Giovanni Paolo II


… “Seguimi! Nel luglio 1958 comincia per il giovane sacerdote Karol Wojtyla una nuova tappa nel cammino con il Signore e dietro il Signore. Karol si era recato come di solito con un gruppo di giovani appassionati di canoa al laghi Masuri per una vacanza da vivere insieme. Ma portava con sé una lettera che lo invitava a presentarsi al Primate di Polonia, Cardinale Wyszynski e poteva indovinare lo scopo dell’incontro: la sua nomina a Vescovo ausiliare di Cracovia. Lasciare l’insegnamento accademico, lasciare questa stimolante comunione con i giovani, lasciare il grande agone intellettuale per conoscere ed interpretare il mistero della creatura uomo, per rendere presente nel mondo di oggi l’interpretazione cristiana del nostro essere – tutto ciò doveva apparirgli come un perdere se stesso, perdere proprio quanto era divenuto l’identità umana di questo giovane sacerdote.
Seguimi – Karol Wojtyla accettò, sentendo nella chiamata della Chiesa la voce di Cristo. E si è poi reso conto di come è vera la parola del Signore: ‘Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece l’avrà perduta la salverà’ [Lc 17, 33]. Il nostro Papa – lo sappiamo tutti – non ha mai voluto salvare la propria vita, tenerla per sé; ha voluto dare se stesso senza riserve, fino all’ultimo momento, per Cristo e così anche per noi. Proprio in tal modo ha potuto sperimentare come tutto quanto aveva consegnato nelle mani del Signore è ritornato in modo nuovo: l’amore alla parola, alla poesia, alle lettere fu una parte essenziale della sua missione pastorale e ha dato nuova freschezza, nuova attualità, nuova attrazione all’annuncio del Vangelo, proprio anche quando esso è segno di contraddizione”. …
Dall’Omelia di Joseph Ratzinger

1980 – Giovanni Paolo II a Otranto (foto di Antonio Corchia)

Pittura
che sogno
di luce e colore
mediterraneo
disperatamente svista
in innumerevoli
opere felici
Entra

Succede a volte che qualcuno, per un momento, si trovi ad incarnare un amore per noi. Inconsapevolmente la sua figura si sovrappone, coincidendo, con tutto quello che si cerca, si vuole, e da cui si è tratti. Di colpo, non c’è più bisogno d’altro. Tutto è lì… Ma … continua

Omaggio a Carlo Cego, pittore per sempre a Otranto, che seppe narrare la luce del Salento, del Sud, del Mediterraneo. Compito impervio il suo, che solo grazie ad estrema sensibilità e tenacia è giunto al termine, regalandoci tante straordinarie opere felici. entra