Il Papa costretto a rinunciare alla visita alla Sapienza. Motivazione? Benedetto XVI è un Papa "conservatore e reazionario". E se fosse stato considerato  "progressista e democratico" sarebbe stato ben accetto? Ma chi è che decide a quale delle due categorie egli appartiene? Nel frattempo, c’è chi come l’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi parla di "un danno enorme nelle relazioni tra Stato e Chiesa".
Benedetto XVI è uno dei più raffinati uomini di cultura del nostro tempo. I docenti che gli hanno impedito di partecipare alla inaugurazione dell’anno accademico di quella Università che nel 1303 venne fondata  da Papa Bonifacio VIII, hanno avuto la spocchia di considerarsi eguali a lui. Egli però è anche il capo della Cristianità, cioè di tre quarti della cultura dell’Occidente di tutti i tempi, oltreché una grande autorità morale in tutto il mondo indipendentemente dalle credenze di ciascuno. Si può dissentire da lui, ma non si può impedirgli di esprimere, dalla Cattedra o da altra tribuna, il suo pensiero.
Il secolo XX si è chiuso con la sconfitta morale delle Sante Inquisizioni  della storia contemporanea, rappresentate, storicisticamente, dal fascismo, dal nazismo e dal comunismo, ciascuno dei quali  non solo ha ridotto al silenzio gli oppositori, ma li ha anche mandati a morte.
In periodi oscuri, chiunque voglia diffondere un raggio di luce è considerato un nemico. Chi ha vissuto i drammi  del ‘900 ricorda, a mo’ di lezione, le violenze comminate dagli studenti fascisti dell’Università di Firenze negli anni 1923-1924 a  Salvemini e Calamandrei a cui si impediva di tenere le loro lezioni .
Più vicino a noi le difficoltà che ha dovuto affrontare Renzo De Felice quando spiegava che bisognava rileggere la storia  recente del nostro Paese all’Università di Roma e i fischi che hanno accolto Luciano Lama alla Sapienza nel 1977 per aver voluto sottolineare che i lavoratori italiani  si volevano elevare dal terreno melmoso della violenza antagonista irrazionale e perniciosa.
Si è detto oggi per impedirgli di parlare che Benedetto XVI è un Papa "conservatore e reazionario". Se, allora, fosse considerato  "progressista e democratico" sarebbe ben accetto? Ma chi è che decide a quale delle due categorie egli appartiene?
Alcuni zelanti oppositori alla visita del Papa sono gli epigoni di una cultura, quella comunista, che è stata tra le più rovinose della storia. A questi soloni del Santo Uffizio laicista si affiancano giovani della goliardia e di altra oscura provenienza, ai quali l’unico consiglio che si può dare è di andare a studiare per impedire che l’Italia, che appartiene anche a loro, non precipiti ulteriormente tra le ultime nella classifica dell’acculturamento di quelli che escono dalle scuole.
Il furore ideologico combinato con  la violenza di ludi goliardici ha inferto un duro colpo alla immagine liberale del nostro Paese fin dai tempi in cui questa miscela esplosiva copriva atti terroristici. Ora, con la stessa miscela, si vorrebbe dire ai democratici, ai liberali e alle persone civili come si debbono comportare perchè le loro azioni siano politicamente corrette.
Quando si afferma che  non si può invitare il Papa all’Università per il rispetto che si deve ad ogni credo religioso, è facile rispondere che eguale rispetto non si può però negare a chi è testimone di una cultura universale su cui si è forgiata ogni generazione italica e che ha permeato la intera vita nostra e quella di coloro che dissentono da noi.
La libertà è confronto, contrasto, antitesi di opinioni  tutte rispettabili e protese alla ricerca di entità e di orizzonti di condivisibilità comune.
Ai contestatori odierni del Papa, che puzzano di totalitarismo, sono preferibili i docenti della Columbia University di New York che hanno invitato a tenere una lezione il Presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, nemico dichiarato, fanatico e viscerale degli Stati Uniti e negatore dell’Olocausto.

Costantino Belluscio, già Portavoce del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e deputato al Parlamento Italiano dal 1972 al 1987.
Tratto da: Confronto.it di mercoledì 16/1/2008 (http://www.confronto.it/index.php)