Solo due giorni prima del discorso di Ratisbona (tanto dileggiato quanto poco letto), nell’omelia tenuta a Monaco il Papa aveva pronunciato le seguenti parole di assoluta apertura nei riguardi delle altre culture e religioni e di difesa della loro identità; parole che per motivi incomprensibili sono sfuggite ai più:

“Le popolazioni dell’Africa e dell’Asia ammirano, sì, le prestazioni tecniche dell?Occidente e la nostra scienza, ma si spaventano di fronte ad un tipo di ragione che esclude totalmente Dio dalla visione dell’uomo, ritenendo questa la forma più sublime della ragione, da insegnare anche alle loro culture. La vera minaccia per la loro identità non la vedono nella fede cristiana, ma invece nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà ed eleva l’utilità a supremo criterio per i futuri successi della ricerca. Cari amici, questo cinismo non è il tipo di tolleranza e di apertura culturale che i popoli aspettano e che tutti noi desideriamo!”