Mentre la prima sera del ponte festivo di Ognissanti si consuma per tante persone in una passeggiata lungo il bastione sul mare, ancora leggo Blanchot agli amici nella Biblioteca di fronte al porto. C’è un’aria strana nella sala antica nei giorni festivi, quando spensieratezza e panini si gustano pochi metri più giù. Sarà forse perché la filosofia entra in rapporto con la vita degli uomini per contiguità. Sarà perché è toccante trattare qui e ora l’autore che si confronta con la morte e ci dice che ogni lettura è resurrezione.