Giulio Cesare Vanini, filosofo nato a Taurisano (Lecce) nel 1585, sognava una libera ricerca, non ostacolata da ideologie e timori, piuttosto animata da un fuoco interiore, da un entusiasmo per le cose.
Cercare è accettare il desiderio infinito che ci abita, è “formar altre nature, altri corsi, altri ordini con l’ingegno” (Bruno).
Il filosofo salentino fu giustiziato nel 1619 a Tolosa, per il reato di empietà.
Egli aveva affermato: “perduto è tutto il tempo che in amar non si spende”.