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IL RAGGIO VERDE

DI ROBERTO CORCHIA

Dalla parte dell’intellettuale
per la garanzia del diritto

A ciascuna gentile persona che lavora con l’intelligenza

Se un intellettuale di grande levatura come Armando Verdiglione, al di là della lettura che si voglia fare della sua teoria, è messo nelle condizioni di non svolgere con tranquillità l’opera di ricerca e di impresa culturale, ciò è senz’altro un cattivo segnale per la nazione e per la stessa Europa del diritto e della tolleranza.
Oggi chiunque si trovi a muoversi nell’ambito della novità e dell’invenzione ha da sentirsi preoccupato, ha da sentire messi in questione i principi fondamentali su cui si basa la convivenza libera e fattiva delle persone in un continente che ha dato tanto alla civiltà. E’ impossibile credersi estranei a quello che si può indicare ormai come ‘il caso Italia’. La nostra libertà di uomini della cultura, dell’arte, della poesia, dell’impresa intellettuale, è connessa indissolubilmente a tale caso.
Se qualcuno volesse poi nascondersi dietro la non condivisione delle idee dello psicanalista (o meglio cifrematico) per non sdegnarsi contro un’ingiustificata persecuzione, ricordiamo che non solo in caso di similarità ideale si difende la libertà di parola in un paese civile, tutt’altro!
Davanti al continuo stillicidio di controlli in un ambito così delicato della vita della società (come è avvenuto per la casa editrice Spirali e il movimento del Secondo Rinascimento) c’è ora da chiedersi: come continueremo a portare avanti i nostri itinerari differenti, i nostri dispositivi non conformisti, se lasciamo che ‘la barbarie dal volto umano’ si affermi anche presso di noi?

Roberto Corchia – scrittore
Biblioteca Salentina ‘Antonio Corchia’

Condividono questa iniziativa, tra gli altri :

Dario Stefàno – Assessore della Regione Puglia

Francesco Bruni – Consigliere della Provincia di Lecce

Luciano Cariddi – Sindaco della Città di Otranto

Corrado Sammarruco – Consigliere comunale di Otranto

Leonardo Salzetti – Consigliere comunale di Otranto

Livio Corchia – Presidente dell’Associazione Otranto-Nuovi Orizzonti

31 Dicembre 2011

 
Il forte intervento dell’Assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno nei riguardi del Ministro per l’Agricoltura, relativamente alla questione dei Piani per lo Sviluppo Rurale, porta a riflettere. Le solite lamentele contro i mancati impieghi delle risorse comunitarie da parte del Sud sono ora fatte proprie dal ministro Galan, al fine di gestire impropriamente i fondi (solo quelli del Mezzogiorno) in sede centrale, in contrasto con la normativa comunitaria.
In periodo di crisi ritorna il vecchio vizietto, sempre denunciato dal meridionalismo storico, di attribuire colpe al Sud, per giustificare in un modo o nell’altro il tentativo di depauperarlo. I gruppi di interesse che intendono mettere in atto tale manovra saranno ancora quelli definiti nella formula del blocco storico?
Per Vittore Fiore, il blocco contro lo sviluppo del Sud era vasto e variegato, e non spiegabile in termini semplicemente classisti; visto che ad esso aderivano, ad esempio, oltre ai politici e ai grossi industriali settentrionali, ai latifondisti meridionali, ecc., anche i sindacati operai del Nord (l’aristocrazia operaia di Salvemini). Mutatis mutandis, il quadro sembra lo stesso!

Riceviamo e pubblichiamo:

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Qualche ex dissidente russo lo aveva pronosticato, ma si era pensato a un’esagerazione utile a provocare le coscienze su possibili involuzioni autoritarie.

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(ASCA) – Roma, 10 set – Le religioni, ”compreso evidentemente il cristianesimo”, hanno ”di per se’ non minori titoli che ogni altra realta’ o fenomeno sociale a influire sulla scena pubblica, compresa la dimensione propriamente politica”, pur essendo naturalmente tenute al ”rispetto delle regole della democrazia e dello stato di diritto o delle procedure attraverso le quali si formano e si esprimono le decisioni politiche”.

Di qui la condanna della tendenza a ”ridurre il ruolo pubblico delle religioni, talvolta fin quasi a sopprimerlo, e viene motivato sottolineando da una parte il carattere personale, spirituale e intimo, piuttosto che sociale e istituzionale, della religiosita’ autentica; privilegiando, d’altra parte, nella vita di una nazione, la sfera propriamente politica rispetto a quella del sociale”.

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Essendo da sempre un rigoroso antifascista a 24 carati, Gianfranco Fini è comprensibilmente ignaro della categoria filosofica dello "Stato etico" che caratterizzò specialmente il regime fascista. Si spiega dunque perché abbia usato così a sproposito, al congresso del PdL, quell’espressione. Parlando infatti della legge sul testamento biologico ha affermato: «Una legge che impone un precetto è più da Stato etico che da Stato laico».

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"Se diventasse diritto di legge la facolta’ di suicidarsi, non potremmo piu’ bloccare chi vuole suicidarsi e la societa’ cambierebbe volto". Lo ha affermato il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella, intervistata da Giuliano Ferrara per "Radio 24". "Possiamo fare qualunque cosa del nostro corpo, anche praticare l’autolesionismo – ha spiegato – ma certo non possiamo chiedere il diritto di farlo". Sul caso Eluana, la Roccella ha ribadito che "dietro le sentenze c’e’ una linea interpretativa molto precisa, non voglio dire un disegno, che conduce da qualche parte. Io non vorrei affidare la mia vita a un giudice, preferisco affidarla a una legge che metta dei paletti e mi dia assicurazioni". (AGI) – Roma, 23 feb.

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